Menu

Logo

fiorelleria

Logo

Progettare il logo di Fiorelleria non significava “disegnare un fiore”. Quella sarebbe stata la soluzione più immediata, ma anche la più prevedibile. La vera sfida era costruire un’identità capace di rappresentare un’attività locale, quotidiana e vicina alle persone, senza cadere negli stereotipi visivi del settore floreale. Fin dall’inizio, quindi, il lavoro si è concentrato sul ruolo del logo: come doveva funzionare in vetrina, sugli stampati, sui social, sul packaging; come comportarsi in grande e in piccolo; come adattarsi a contesti diversi senza perdere personalità. Da questo approccio nasce un sistema composto da wordmark, brandmark ed elementi grafici secondari, progettati per lavorare insieme come un linguaggio unico.

Indice

Logo

DOWNLOAD

La forza del naming

Fiorelleria è un naming già fortemente caratterizzato: lungo, sonoro, immediatamente riconoscibile e difficile da confondere con altre realtà del settore.

Proprio per la sua lunghezza e per la sua struttura, il nome possiede una qualità rara: è memorabile senza bisogno di spiegazioni. Non è generico, non è abbreviabile con facilità, e non necessita di essere supportato da simboli descrittivi per essere compreso.

Questa forza intrinseca ha portato a una scelta precisa: partire dal naming, e non sovrapporgli un’icona che rischiasse di semplificarlo o banalizzarlo. Invece di “illustrare” il nome, il progetto ha deciso di valorizzarlo, rendendolo il vero centro dell’identità.

In un contesto come quello di una fioreria, dove l’uso di simboli floreali è estremamente diffuso, lavorare sul nome significa differenziarsi in modo naturale, evitando cliché visivi e soluzioni già viste.

Il naming diventa così non solo un elemento verbale, ma un vero e proprio segno grafico, capace di sostenere da solo il peso dell’identità.

Da questa consapevolezza nasce la scelta di costruire l’intero sistema a partire dalla parola Fiorelleria, trasformandola nel fulcro visivo e narrativo del brand.

Una base solida su cui sviluppare, in modo coerente, il wordmark e tutti gli elementi successivi dell’identità.

Wordmark

il lavoro sul wordmark si è concentrato su un affinamento profondo della tipografia.

L’obiettivo non era “cambiare font”, ma costruire equilibrio, ritmo e personalità attorno a una parola già molto presente.

Il primo intervento ha riguardato il bilanciamento generale della scritta:

  • proporzioni tra lettere

  • altezze

  • spaziature

  • ritmo visivo

Ogni elemento è stato rivisto per rendere il wordmark più stabile, leggibile e coerente, soprattutto nelle piccole dimensioni.

Il segno distintivo del brand nasce però da una scelta mirata e intenzionale: l’intervento sulle due “ll” centrali.
Queste lettere sono state rimosse dalla tipografia originale e ridisegnate manualmente, diventando un elemento custom all’interno del wordmark.

Le nuove “ll” sono volutamente discordanti rispetto al resto delle lettere: più morbide, più fluide, meno rigide.
Questo contrasto non è decorativo, ma concettuale: introduce un gesto umano all’interno di una struttura tipografica solida, creando una tensione visiva che rende il nome immediatamente riconoscibile.

Allo stesso tempo, le forme delle “ll” sono state disegnate per dialogare perfettamente con le curve delle altre lettere, riprendendone i terminali, i pesi e l’andamento generale.

È stato un lavoro di fino, fatto di micro-regolazioni e prove successive, perché il rischio era duplice:

  • da un lato perdere coerenza

  • dall’altro non creare abbastanza contrasto

Il wordmark finale riesce a tenere insieme entrambe le esigenze: forte personalità, ma massima leggibilità e continuità visiva.

Simbolismo nascosto

Come mostrato dalla linea verde dinamica, le due “ll” prendono vita come un nastro che " lega ", nascondendo un significato:

Da un punto di vista fisico, le due lettere richiamano i nastri utilizzati per legare i fiori: un elemento quotidiano, concreto, artigianale, che appartiene al gesto stesso del fiorista. Il nastro non è decorazione fine a sé stessa, ma ciò che tiene insieme il bouquet, che dà forma, ordine e cura al risultato finale.

A livello metaforico, questo gesto si carica di un significato più profondo.
Il nastro diventa legame: tra le persone, tra chi regala e chi riceve, tra il negozio e la sua comunità.

È lo stesso legame evocato inizialmente dal concetto di famiglia, accoglienza e vicinanza.

Questo simbolismo lavora in modo silenzioso: non è necessario comprenderlo razionalmente per percepirlo ma al contempo rafforza la personalità del brand.

Declinazioni cromatiche

Il sistema cromatico di Fiorelleria è costruito su un numero limitato di combinazioni, scelte per garantire riconoscibilità, coerenza e massima leggibilità in ogni applicazione.

Le tonalità Azure Mist, Pink Carnation e Lime Cream sono utilizzate come colori di sfondo. Ognuna contribuisce a definire un’atmosfera diversa, ma sempre coerente con l’identità del brand: luminosa, accogliente, calda e contemporanea.

Il colore diventa così uno strumento espressivo, capace di modulare il mood senza alterare il segno.

Il logo, invece, viene mantenuto sempre in Jet Black.

Il nero garantisce il massimo contrasto, una leggibilità costante e una presenza forte e riconoscibile, indipendentemente dal colore di fondo. In questo modo il marchio rimane stabile, solido e immediatamente identificabile, evitando variazioni cromatiche che potrebbero indebolirne l’impatto.

Brandmark

Oggi più che mai un’identità visiva deve funzionare anche quando lo spazio si riduce.

Il logo non vive solo su insegne, vetrine o materiali stampati, ma soprattutto in contesti digitali rapidi e affollati: immagini profilo Instagram, icone, anteprime su Google Maps, favicon, etichette, sticker, timbri e dettagli applicativi.

In questi contesti il wordmark, per quanto forte, non è sempre sufficiente. Serve un segno autonomo, immediatamente riconoscibile, capace di rappresentare il brand anche quando il nome non è leggibile o non è presente per intero.

Nel caso di Fiorelleria, il brandmark deriva direttamente dal cuore del logo.

Le due “ll”, già personalizzate all’interno del wordmark, vengono isolate e trasformate in un segno indipendente. Questa scelta permette di mantenere una coerenza totale tra wordmark e brandmark.

Per garantire una leggibilità costante anche nelle dimensioni più ridotte , il brandmark è sempre accompagnato da un outline nero, studiato per rafforzare il contrasto e la presenza del segno senza comprometterne la forma.

Declinazioni cromatiche

Le declinazioni cromatiche del brandmark seguono la stessa logica del wordmark, adattandosi ai diversi contesti applicativi senza perdere coerenza o leggibilità.

La struttura del simbolo rimane invariata: il segno è sempre definito da un outline scuro, che ne garantisce la presenza e il contrasto anche nelle dimensioni più ridotte o su sfondi cromatici intensi.

All’interno dell’outline, il colore del simbolo può variare tra Azure Mist e Cornsilk, due tonalità chiare e luminose che dialogano con la palette del brand senza sovrastare il segno.

L’uso di colori chiari all’interno del simbolo rafforza la percezione di leggerezza, cura e accoglienza, mentre l’outline scuro assicura una perfetta leggibilità del marchio.